Da tempo non passo da qui, da tempo non mi fermo di fronte a me stesso. Sono fuggito, ho tentato di passare a fianco della montagna cercando la via più semplice, anche se meno diretta, anche se meno impegnativa. Ma la vita in certi momenti è come un serpente che ti avvolge piano piano, stringendoti inesorabilmente fino a farti mancare il respiro, a stritolarti in un abbraccio fatale.
Oggi i miei pensieri sono qui con me, a tenermi compagnia assieme al lento e inesorabile ticchettio della pioggia cadente. Oggi i miei pensieri mi raggiungono ed il loro sussurro mi appare sempre più come un grido, un urlo di fronte al quale non riesco più a rimanere indifferente. Di fronte una scelta della quale solamente io porterò, se riuscirò, il peso durante la mia vita: rituffarmi nel ricordo con l’amarezza di chi ha sempre avuto ragione ma ha trovato il torto nel suo cammino, oppure avventurarmi per una via nuova, una via piacevolmente difficile da percorrere con l’insicurezza del viandante che, con la luce fioca della lanterna, non riesce ad illuminare tutta la via di fronte a sè.
Sbarre di una prigione che chiudono cuore e mente nell’angoscia dell’errore di dover scegliere.
