Ritorna. Come il nastro di una cinepresa gira all’infinito svolgendo e riavvolgendo immagini di vita nel circolo del tempo. Riferimento. “Sei ancora il mio riferimento. Penso a te nel momento del bisogno”. Ancora un riferimento. Riferimento. Riferimento. Riferimento. Riferimento….L’immagine si screpola di fronte ai miei occhi, giorno dopo giorno. La vedo infrangersi, sgretolarsi paino piano. La tocco, mi taglio, il sangue caldo mi inonda la mano. Il dolore che mi assaliva diventa piano piano un compagno. Si siede in fianco a me e guarda quest’immagine. La contempla.
Ad un tratto in un abbraccio si scioglie il desiderio, ancora i corpi vicini si toccano e si desiderano. Si toccano e sentono calore. Si toccano e …
Tutto si placa. Tutto finisce in una passeggiata notturna, fredda dell’inverno che arriva.